Addio Scambio sul Posto: Perché serve l’Accumulo

Addio Scambio sul Posto: Perché serve l’Accumulo

Se hai un impianto fotovoltaico o stai valutando seriamente di installarne uno quest’anno, c’è un termine che avrai sentito nominare fino allo sfinimento: lo scambio sul posto (SSP). Per anni è stato il “motore” del risparmio per le famiglie italiane, un meccanismo che permetteva di usare la rete elettrica come una sorta di magazzino virtuale. Tuttavia, il mercato è cambiato. Dal 2025, lo scenario normativo ha introdotto una netta distinzione tra chi l’impianto lo ha già e chi lo deve ancora fare.

Facciamo chiarezza definitiva: lo Scambio sul Posto esiste ancora? Conviene ancora investire nel solare oggi? La risposta è sì, ma devi conoscere le nuove regole del gioco, tra Ritiro Dedicato e batterie.

Cos’è e come funziona lo Scambio sul Posto (per chi lo ha già)

Partiamo da una rassicurazione fondamentale: se hai già lo Scambio sul Posto attivo, non lo perdi. Chi ha connesso l’impianto prima dello stop normativo nel 2025 continua a beneficiare di questo meccanismo (salvo future, e al momento non previste, modifiche retroattive).

Ma come funziona esattamente? Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) eroga un rimborso, chiamato contributo in conto scambio, che compensa parzialmente le bollette pagate al proprio fornitore di energia.

Il tutto viene gestito grazie al contatore bidirezionale, che misura due flussi distinti:

  1. Energia immessa: L’elettricità prodotta dai pannelli ma non consumata subito, che finisce in rete.
  2. Energia prelevata: L’elettricità che acquisti dalla rete quando l’impianto non produce (es. di notte).

Il GSE rimborsa una parte degli oneri di rete e il valore dell’energia, ma attenzione: non ti ridà tutto. Le tasse e le accise restano a tuo carico.

Novità 2026: Ritiro Dedicato per i nuovi impianti

Qui arriva il punto cruciale per i nuovi installatori. Per i nuovi impianti attivati oggi, lo Scambio sul Posto non è più disponibile.

Il nuovo regime standard è il Ritiro Dedicato (RID). A differenza dello SSP, che era una compensazione, il Ritiro Dedicato è una vera e propria vendita di energia elettrica.

  • Tutta l’energia prodotta e non autoconsumata viene ceduta alla rete.
  • Il GSE ti paga questa energia a un prezzo di mercato (o a un prezzo minimo garantito).

Sebbene sia un sistema più semplice, economicamente può risultare meno vantaggioso dello storico scambio se non si cambia strategia. Vendere energia a basso prezzo per poi ricomprarla dal fornitore a prezzo pieno (con tasse e oneri) non è la via migliore.

Qual è, allora, la soluzione per rendere l’impianto un vero affare nel 2026?

La strategia vincente: Sistema di Accumulo e Autoconsumo

Che tu sia in Scambio sul Posto o in Ritiro Dedicato, la regola d’oro per abbattere la bolletta è una sola: l’autoconsumo.

Oggi più che mai, integrare un sistema di accumulo è l’unica mossa che garantisce il rientro rapido dell’investimento. Perché? Un impianto fotovoltaico con batteria di accumulo ti permette di immagazzinare l’energia generata di giorno e usarla la sera, evitando di prelevarla dalla rete.

  • Con lo SSP: L’accumulo riduce i prelievi, aumentando la quota di energia “gratis” autoprodotta.
  • Con il Ritiro Dedicato: L’accumulo è quasi obbligatorio. Invece di svendere la tua energia alla rete per pochi centesimi, la conservi e la usi per azzerare i costi serali di prelievo, risparmiando su ogni kWh anche IVA e oneri di sistema.

Conviene ancora il Fotovoltaico?

Assolutamente sì. Nonostante la fine dello Scambio sul Posto per i nuovi iscritti, il fotovoltaico con accumulo rimane l’unico scudo contro i rincari energetici. La tecnologia è diventata più efficiente e i costi dei componenti sono scesi rispetto a dieci anni fa.

Tuttavia, dimensionare correttamente l’impianto e la batteria è difficile. Un impianto troppo piccolo non ti fa risparmiare, uno troppo grande ti costa troppo e allunga i tempi di rientro.

È qui che entra in gioco l’importanza del confronto. Molti utenti usano un simulatore fotovoltaico online per farsi un’idea, ma i numeri reali dipendono dal tetto, dall’esposizione e dalle abitudini di consumo della tua famiglia.

Perché confrontare i preventivi è fondamentale

Il prezzo di un impianto non è l’unico parametro. Bisogna valutare la qualità dei pannelli, la garanzia sull’inverter, la capacità della batteria e l’affidabilità dell’installatore.

Noi di abbassalebollette.it consigliamo sempre di confrontare quanti più preventivi possibili. Solo mettendo in competizione diverse offerte puoi capire il reale prezzo di mercato e trovare la soluzione su misura per te, evitando chi specula sulla confusione normativa. Richiedi ora un preventivo gratuito e senza impegno e scopri quanto puoi risparmiare con un impianto fotovoltaico di ultima generazione.

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